“Love Yourself in Seoul” va in scena a Como: cronaca di un pomeriggio indimenticabile

Sabato 26 gennaio 2019 è una data che resterà segnata sul mio calendario – rigorosamente accompagnata da un cuoricino viola 💜 – finché campo: è il giorno in cui in Italia, come nel resto del mondo, è stato proiettato il film-concerto dei BTS Love Yourself in Seoul. Per chi non può vedere, e forse non vedrà mai, il gruppo dal vivo, è stata un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire. Io non l’ho fatto, e di seguito vi racconterò un po’ come sia stato.

Dal 12 gennaio, quando ho prenotato i (carissimi) biglietti per me e mia sorella (qui lo status della sala poche ore prima della proiezione), mi sono domandata se il pubblico si sarebbe comportato come ad un concerto o come davanti ad un normale film, e, propendendo per la prima ipotesi, avevo considerato di comprarmi la Army Bomb, ma alla fine – considerato anche il prezzo della stessa rapportato al numero di occasioni in cui usarla – ho rinunciato, e ho fatto bene, perché sono arrivate in seguito le raccomandazioni di comportarsi in modo civile ed educato. Fan sì, ma rispettose.

Il giorno della proiezione – quella delle 14.30 all’UCI di Como – fuori dal cinema c’è una piccola folla, ed è impossibile non notare il capannello di ragazze che canta “Idol” a squarciagola, con la gente che le guarda un po’ stranita. Una figlia raccomanda intanto al padre di “limitarsi a pagare”, mentre lui dichiara che no, canterà anche. All’apertura delle porte, entriamo intonando tutte insieme il fanchant – nonostante le pronunce mezze sbagliate. Molte tra il pubblico, composto da ragazze tra i 15 e i 30 anni, più qualcuna più piccola, degli adulti e tre maschi in croce, indossano le felpe dei BTS, e c’è in giro anche una bomb. Noi, non avendo né l’una, né l’altra, ci siamo accontentate di vestirci di viola e, okay, mi sono sentita un po’ esclusa e invidiosa.
Alle 14.30, dopo un’attesa sorprendentemente silenziosa, si entra in sala. Qualcuno urla “Army!” e un coro di “Yeah!” risponde. Si applaude, si festeggia un compleanno, poi una ragazza attira l’attenzione e dice “We are the Italian Army!”, ricevendo un’ovazione. Sembriamo tutte un po’ fuse, un po’ imbarazzate, e sorridiamo da un orecchio all’altro.

Dei 414 posti della sala 6 ne restano liberi circa 155. Accomodandosi, c’è chi discute delle ship, sostenendo che la VMin sia più legata della TaeKook. Le ragazze canterine raccomandano “All’inizio facciamo il coro, Army!”, ma, quando il film comincia, il volume è talmente alto che non si sente neanche il vicino. All’apparizione della sigletta della Big Hit – onnipresente davanti a ogni video musicale – partono fischi e gridolini di incitamento che suonano come un “ma guarda un po’ chi si rivede!”. Le pubblicità del videogioco BTS World e della nuova light stick ci mandano in trepidazione e danno la carica, mentre il video introduttivo con i BTS che posano come modelli e guardano dritto in camera riesce a stenderci e a toglierci il fiato. Dopodiché non c’è spazio per altro se non godersi il concerto: una performance dietro l’altra (hanno tagliato tutti i discorsi, peccato), niente sottotitoli ma va bene così, ormai un po’ di coreano lo sappiamo tutte. Ogni tanto partono dei timidi applausi, qualche urletto (come trattenersi davanti all’ennesima comparsata degli addominali di Jungkook in “Fake Love”?), la mia vicina borbotta “Ora svengo…” quando Suga attacca “Trivia: Seesaw”. Si filma, si scattano foto come ad un vero concerto.

Mentre l’interruzione all’intervallo scatena un coro unanime di proteste, il messaggio di ringraziamento finale riceve in risposta qualche dichiarazione d’amore. Intanto che usciamo, una ragazza confessa di essere stata in procinto di piangere quando sono partiti i titoli di testa, mentre un gruppetto discute indignato di come Milano non sia stata inclusa nel tour perché forse non andava sold out. Be’, siamo state quasi in 20.000 in tutta Italia a vedere il film, e chissà quante se ne aggiungeranno durante le repliche del 9 febbraio: magari non San Siro, ma penso che un palazzetto riusciremmo a riempirlo, no? Scommettiamo per la prossima volta?

Lascio il cinema con il cuore gonfio e soddisfatto, e la speranza di poter un giorno assistere dal vivo a quelle esibizioni.
L’esperienza emotiva è stata notevole e ha generato anche delle riflessioni. Non conoscendo nessuno di persona cui piaccia il K-pop e interagendo principalmente online con Army anglofone, avevo la sensazione – pur sapendo che non era affatto così – di essere la sola in Italia ad apprezzare i BTS. Ritrovarsi all’improvviso in mezzo ad altre 260 fan italiane mi ha quindi strappato di dosso questa illusione da privilegiata che si era venuta a formare nel tempo. Non è stato molto piacevole, perché ho realizzato che ero diventata gelosa e possessiva, e che non sono la Army migliore, la più esperta o la più sfegatata, ma solo una fan che ha ancora tanto da imparare prima di potersi definire tale. Ben vengano quindi questi eventi che ci riuniscono, ci legano e contribuiscono a farci (farmi) capire che in Italia c’è un’intera grande famiglia che ama i BTS, e che essere una piccola particella della massa o essere un po’ più indietro in conoscenze e aggiornamenti non sminuisce questo amore.

Ora attendo l’uscita del DVD, sperando in un video esteso e sottotitolato con distribuzione italiana. Altrimenti… me lo procurerò lo stesso!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: