[Recensione] Just Between Lovers

Titolo: Just Between Lovers (그냥 사랑하는 사이 / Geunyang saranghaneun sa-i)
Genere: drammatico, romantico
Episodi: 16×70′, trasmessi su jTBC dall’11 dicembre 2017 al 30 gennaio 2018
Quando l’ho visto: 26 novembre-5 dicembre 2018
Trama: Il fatale crollo, nel 2005, di un centro commerciale ha segnato profondamente la vita di molte persone: quella di Ha Moon-soo (Park Si-eun), che, un attimo prima che il soffitto le crollasse addosso, vide morire la sua sorellina; quella di Lee Gang-doo (Nam Da-reum), che dalle macerie fu estratto per ultimo e che, in quell’inferno di calcinacci, perse il padre operaio; quella di Seo Joo-won (Lee Ki-woo), il cui genitore, che aveva disegnato l’edificio, si impiccò per il senso di colpa. Sono passati dodici anni e ciascuno gestisce le proprie ferite come può, venendo però irrimediabilmente attratto dal luogo della tragedia quando un’impresa edile ottiene l’appalto per la ricostruzione. Mentre Joo-won è l’architetto incaricato del progetto, a Moon-soo (ora Won Jin-ah) viene affidata la realizzazione del plastico, e Gang-doo (ora Lee Jun-ho) si fa assumere come operaio. Il loro incontro al cantiere riporta alla luce ricordi e vecchi fantasmi.


Vorrei prenderti per mano e condurti nella luce

Just Between Lovers è il genere di drama che mi piace: a volte divertente, altre commovente e triste. Un po’ fa ridere, un po’ piangere, sempre emozionare.

I protagonisti Moon-soo e Gang-doo non si comportano, fortunatamente, da martiri, pur avendo dei segni evidenti di quello che è accaduto. Lei costruisce plastici di edifici, facendo spesso degli appunti ai progettisti per migliorarne la sicurezza. Aiuta anche nei bagni pubblici di famiglia; i suoi sono separati e suo padre gestisce un minuscolo ristorante vicino al luogo dell’incidente. Sebbene abbia dimenticato quasi tutto del crollo e vada avanti con la sua vita nei limiti di quanto le permette sua madre (in queste situazioni c’è sempre un genitore che insiste nell’autocommiserazione), ha sviluppato una fobia per gli ascensori.
Gang-doo, invece, ha una grossa cicatrice sulla gamba e il ginocchio spesso dolorante, per colpa di un ferro che glielo trapassò. È un attaccabrighe e un combina-guai (trascorre metà della serie con lividi e graffi vari in faccia), e vive da anni in una pensione, essendosi allontanato dalla sorella medico dopo la perdita della madre. Lo definirei sfiduciato e senza sogni, di quelli che vivono alla giornata e non vedono un futuro davanti a sé. È il mentalmente instabile dei due, perché gli capita di avere delle allucinazioni sull’incidente. Proprio queste ultime permettono allo spettatore di immergersi più profondamente nei fatti del 2005, senza restare fermo ad un semplice “crollò un palazzo e morirono in quarantanove”. Anche perché dietro c’è di più.
Mi è piaciuto che non ci fosse un logorante desiderio di vendetta contro l’impresa edile, quanto piuttosto un distaccato disprezzo per le pubbliche manifestazioni di lutto. Inizialmente credevo che Gang-doo avesse distrutto il memoriale dell’incidente perché troppo doloroso e perché non lo volesse ricordare, invece il motivo era praticamente il contrario: voleva ricordarlo e che fosse ricordato, ma non commemorarlo così. La serie si incentra poi sull’ideazione, da parte di Moon-soo e Gang-doo, di un memoriale nuovo e più appropriato insieme ai familiari delle vittime e ai superstiti.

Come si capisce dal titolo della serie, non può mancare la componente romantica, ed ecco un’altra cosa che ho apprezzato: il quadrangolo è formato da due coppie distinte, Moon-soo+Gang-doo e Joo-won+Yoo-jin (Kang Han-na), quindi la co-protagonista femminile non va dietro al protagonista, ma al co-protagonista maschile. Joo-won, architetto serio e gentile, ha preso in mano il lavoro del padre e lo svolge con estrema pignoleria per evitare errori, ed effettivamente si prende una cotta per Moon-soo, ma Yoo-jin, una rampante donna in carriera, rimane fedele al proprio cuore e cerca di riconquistare Joo-won, che aveva lasciato dopo l’incidente quando la madre di lui aveva sposato il padre di lei (abbiamo i fratellastri alla Piccoli problemi di cuore). È stato molto bello vedere da una parte Moon-soo e Gang-doo innamorarsi, essere teneri, romantici e sorridenti (la maggior parte delle volte), e dall’altra Yoo-jin e Joo-won cercare di sistemare i loro problemi di coppia depressa. Dovendo scegliere chi ho preferito, mi sa che direi loro due, anche se mi è dispiaciuto molto che in conclusione non siano riusciti a riallacciare il loro rapporto e abbiano preso strade diverse.
Abbiamo inoltre altre due coppie, quella formata dalla migliore amica disegnatrice di Moon-soo e dal suo assistente, e quella composta da Ma-ri (Yoon Se-ah), proprietaria di un locale per uomini, e dal fratello di Yoo-jin, nonché presidente dell’impresa edile, che tuttavia è sposato. Lui viene mostrato un po’ come il cattivo della serie, ma in realtà ha anche un lato buono e riesce a fare delle cose giuste, sebbene contrarie ai propri interessi economici.

Menzione speciale ai personaggi secondari, caratteristici e unici: impossibile dimenticare Sang-man (Kim Kang-hyun), l’amico di Gang-doo con la mente da bambino, dolce e altruista, e Mama (Na Moon-hee), ex-strozzina ora dispensatrice di farmaci sottobanco che per il protagonista è come una vera nonna. Essi rappresentano per Gang-doo la famiglia che non ha più, visto che con la sorella minore i rapporti sono ridotti al minimo.
La colonna sonora, sebbene non particolarmente ricca, calza come un guanto al drama. Mi ha ricordato quella de La ragazza che saltava nel tempo.

Il finale mi ha spaventato, giacché credevo che avessero intenzione di far morire Gang-doo, dando la mazzata di sfiga finale a delle persone già fin troppo sfortunate, invece ho potuto tirare un sospiro di sollievo. Come ho detto sopra, mi dispiace però che Joo-won e Yoo-jin non siano tornati insieme, perché ci speravo, e che lei sia stata assente dal finale.

Penso che il messaggio di Just Between Lovers sia quello che le cose spiacevoli non vanno dimenticate, perché il dolore comunque ritorna: bisogna piuttosto farne una forza e costruire su ciò che ci fa soffrire, e ricordare per evitare che si possa ripetere. Permettere ai fantasmi del passato di tormentarci è il nostro modo di punirci perché siamo di nuovo felici; riconoscere che colpevolizzarsi non ha senso è un passo avanti per ricominciare a vivere.

Voto: 9/10. Sicuramente consigliato.

Sottotitoli italiani usati: quelli del BakaGirls Fansub. Come sempre sono molto curati e ben fatti, sia grammaticalmente che sintatticamente, e permettono di godersi la serie senza preoccupazioni. Gli errori di ortografia sono pochissimi, a memoria ne ricordo uno solo. Se proprio volessi chiedere qualcosa in più, sarebbero le anticipazioni degli episodi successivi tradotte.

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