[Recensione] Untouchable Lovers

Titolo: Untouchable Lovers (凤囚凰 / Feng qiu huang)
Genere: storico, romantico
Episodi: 52×45′, trasmessi su Hunan TV dal 13 gennaio al 16 aprile 2018
Quando l’ho visto: 19 ottobre-11 novembre 2018
Trama: Gli affiliati dell’organizzazione segreta Torre Tianji sono determinati a detronizzare il crudele imperatore di Song, Liu Ziye (Zhang Yijie). Per raggiungere l’obiettivo, sostituiscono la sorella del sovrano, Liu Chuyu, con una loro discepola a lei identica, Zhuque (Guan Xiaotong). Mentre la ragazza cerca di non dare nell’occhio nei suoi nuovi panni e, contemporaneamente, di completare la missione, conosce uno dei paggi e compagni di studi della principessa, Rong Zhi (Song Weilong), e se ne innamora.


Gli amanti intoccabili… che non si toccano e poco si amano

Untouchable Lovers mi aveva dato una speranza: quella di trovare un drama cinese coinvolgente che non mi annoiasse per ora della fine.
La speranza è andata a morire di una brutta morte.

La serie si divide in due archi.
Dall’episodio 1 al 16, ovverosia “In quei di Song”, in cui: la principessa viene sostituita da Zhuque, sua sosia appartenente ad un’organizzazione segreta, che deve uccidere l’imperatore. Ma Zhuque scopre di essere la gemella della principessa, abbandonata da neonata perché portatrice di una terribile maledizione. Quindi l’imperatore – per quanto sanguinario – è il suo fratellino, e con lei è tanto gentile… Perciò non riesce a ucciderlo. Almeno finché lui non fa giustiziare l’amica d’infanzia di Zhuque, e lei non può più tollerarlo.
Casca a fagiolo un colpo di Stato, e i soldati macellano – letteralmente – l’imperatore. Sale al trono lo zio del morto, tale e quale a lui, il principe-maiale che in prigione mangiava il pastone e mi faceva guardare altrove per lo schifo.
Intanto Zhuque si scopre innamorata del suo paggio Rong Zhi, che però nasconde un segreto: è una spia dell’impero di Wei. Lui la respinge e lei taglia i ponti con lui, andandosene altrove con entourage e servitù. Segue piccola e provvidenziale ecatombe per la quale Zhuque resta con un solo seguace.
Rong Zhi ci ripensa e si dichiara, ma lei lo respinge. Perciò Rong Zhi s’ammazza buttandosi da un dirupo, così lei non potrà dimenticarlo. Zhuque si dispera.
Compare il Narratore, al quale l’uditorio fa notare che questo è proprio un finale del piffero, perciò, visto che lui è l’Autore del libro di C’era una volta, ricama un altro pezzo di trama.
Dall’episodio 17 alla fine, ovverosia “In quei di Wei”, in cui… succede un po’ di tutto: complotti, intrighi, suicidi, aborti, concubine pazze (ma va?), guerre, ministri fuori di testa, cibo, morti sospette, insetti assassini (pure!), malintesi, litigi, gare, tradimenti, colpi di Stato, matrimoni combinati… Vado avanti?

Mentre la prima parte è un avvicendarsi serrato di fatti lineari e avvincenti (ed è pure un po’ cruda e sanguinolenta), la seconda è un disastro di intrecci incompleti.
In principio uno non se lo aspetta: il trasferimento a Wei e il cambio di atmosfera e personaggi è stimolante. Inoltre, Rong Zhi non ricorda niente di quanto accaduto a Song e ama un’altra, la sua insopportabile concubina Ma Xueyun (Zhao Lusi), ma gli viene combinato un matrimonio con Zhuque (che ora va sotto il nome di Chuyu, quello della principessa), e nemmeno lei si rammenta di lui, così ci si domanda come sia possibile e che accadrà quando i ricordi torneranno.
Solo che non ci sono ricordi da riportare indietro, perché il primo arco è tratto dal romanzo su cui si basa la serie (A Tale of Two Phoenixes di Tianyi Youfeng), mentre il secondo è un’invenzione del regista, pertanto non sono collegati in nessun modo. Potreste fermarvi all’episodio 16, oppure iniziare dall’episodio 17 e, salvo la comparsa del narratore in quest’ultimo caso, non vi accorgereste neanche che ne avete saltato un pezzo. Non ha alcun senso logico, ma è così.
Eppure, uno spettatore che, come la sottoscritta, non lo sa, continua a guardare pregustando invano l’arrivo della Grande Rivelazione dei Ricordi. E, nonostante nel frattempo capitino tutte le cose che ho menzionato, andando avanti Untouchable Lovers diventa sempre più noioso, logorante e ripetitivo (tanto per dire, Chuyu viene condannata a morte tre volte, e tutte e tre si ricorda quando è già sul patibolo di avere una prova – tra l’altro ridicola – della sua innocenza), oltre a dimostrare che i cinesi scelgono i titoli internazionali delle proprie serie con lo stesso criterio con cui si pescano i numeri della lotteria: nessuno. “Gli amanti intoccabili”, che barzelletta: da quando Rong Zhi e Chuyu si sposano, tra loro non succede una mazza. La loro attività preferita è litigare e accusarsi di svariati torti, salvo poi fare pace quando l’altro s’ubriaca/s’ammala/quasi crepa, fino al bisticcio successivo. Nella prima parte di serie erano più presenti e interessanti (sebbene si scoprissero innamorati di punto in bianco), con personalità più incisive (soprattutto Rong Zhi, che da furbo e calcolatore diventa un manico di scopa pensante), mentre nella seconda danno solo sui nervi e, eclissati dalla miriade di personaggi secondari, interagiscono ben poco e nonostante il loro “grande amore” non si baciano mai.

Ma in tutte le serie brutte c’è un “ma”. E il “ma” di Untouchable Lovers (a mio parere) si chiama Bai Lu.
Bai Lu interpreta Huo Xuan, il generale dell’esercito di Wei, una ragazza arrogante e diretta, testarda e coraggiosa, che veste alla perfezione i panni solitamente portati dagli uomini. Ha, purtroppo per lei, una fissa per Rong Zhi, mentre è amata dal rivale di questi, il principe Kang, Tuoba Yun (Merxat). Bai Lu è l’unica ragione per cui ho portato a termine la serie, e riguarderei la storyline di Huo Xuan, in genere piuttosto slegata dalle altre e quindi di facile comprensione anche a se stante. Tra l’altro hanno assegnato alla medesima attrice anche un secondo ruolo, molto più di sfondo, quello di Le Yun, una sosia di Xuan che seduce il principe Kang diventandone la concubina, quindi ciò mi ha dato una doppia gioia perché lo screentime dell’attrice è aumentato (a chi però preferisce vedere i protagonisti, la cosa non piacerà).

Meno di mio gusto il finale che hanno riservato a Huo Xuan, giacché io speravo in una coppia formata da lei e dal principe Kang, mentre invece si è messo di mezzo quel dottorino… Sorvoliamo.

Impossibile sorvolare, però, sui numerosi plot hole e sulle mancate spiegazioni della storia, in primis quello sulla doppia amnesia dei protagonisti, avvenuta non si sa bene per quale motivo. In secundis: qual è la vera identità di Le Yun? È solo un caso che, salvo un neo sotto il sopracciglio, sia identica a Huo Xuan? Su di lei viene detto, molto di punto in bianco, che sarebbe una spia di Rong Zhi, e che questi aiutò suo padre in una situazione difficile, ma non c’è altro da dire? In terzis, che fine hanno fatto i personaggi introdotti nella prima parte della serie?
La sensazione che ho avuto è che abbiano girato gli episodi a pezzi, montandoli a caso e lasciando fuori dei segmenti anche importanti. Contenti loro…

Voto: 6/10. Solo per Huo Xuan e Le Yun, altrimenti la sufficienza non la vedeva neanche con il lanternino.

Sottotitoli italiani usati: quelli di Viki. Buoni, si vede che sono fatti da mani diverse perché le traduzioni di alcuni termini e parole cambiano di episodio in episodio. Gli errori ortografici abbondano, quelli grammaticali meno, ma c’è comunque qualche scivolone. Spesso le battute sono fin troppo lunghe per lo spazio loro riservato e non si riesce a finire di leggerle.

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