[Recensione] [Guestvision] Lost Love in Times

Recensione inviata da ChoHyeri tramite il portale Guestvision.


Titolo: Lost Love in Times (醉玲珑 / Zuì línglóng)
Genere: storico, romantico, fantasy
Episodi: 56×45′, trasmessi su Dragon TV dal 13 luglio al 29 settembre 2017
Quando l’ho visto: 17 febbraio-26 marzo 2018
Trama: Qingchen (Liu Shishi), una sciamana Wu facente parte di una tribù incaricata di proteggere la famiglia imperiale, e Yuan Ling (William Chan), il quarto principe del Grande Wei, sono nati con il destino delle stelle binarie, che li fa innamorare a prima vista; tuttavia, essendo Qingchen la Grande Sciamana e non potendo quindi sposarsi nella famiglia imperiale, nasconde i suoi sentimenti per il bene del regno. Quando Ling ascende al trono, però, decide di sposarla nonostante l’opposizione della corte: il settimo principe Yuan Zhan (Xu Haiqiao), che è il suo maggior rivale, organizza un colpo di stato il giorno delle nozze, e Qingchen utilizza i Sacri Ciottoli delle Nove Trasformazioni per resettare l’universo nel tentativo di evitare ulteriori spargimenti di sangue. La donna finisce così in un mondo parallelo dove nessuno la conosce, nel quale cerca di impedire a Yuan Ling d’innamorarsi di nuovo di lei. (da Wikipedia)


Intrighi e magia nel Grande Wei

La prima cosa di Lost Love in Times che mi ha attirato è il fatto che la protagonista fosse una sciamana, figura che m’interessava parecchio, avendola trovata affascinante ma trascurata nei drama coreani da me visti nei quali era comparsa.
Secondo le prime trame, Qingchen era l’ultima sopravvissuta delle sciamane che proteggevano la famiglia imperiale e il suo matrimonio con il principe Ling non era approvato dai ministri perché lei trafficava con la magia nera. La storia non è proprio così, in realtà, perché Qingchen non è l’unica sciamana rimasta e a praticare la magia nera è un gruppo venutosi a creare dopo uno scisma interno.

I primi episodi mi hanno lasciata un po’ confusa, iniziando nel bel mezzo delle lotte per il trono, al culmine di una situazione esacerbatasi da tempo. Lo scopo è di far vedere i due protagonisti che s’innamorano, cosa che avviene piuttosto rapidamente essendo destinati da una profezia, ma non ho trovato questa velocità fastidiosa. La storia inizia veramente nell’episodio 6, quando Qingchen si ritrova nella nuova linea temporale, ed è molto bello vederla cercare d’integrarsi in un mondo dove non è mai esistita.
La prima metà della serie (qualche episodio meno, a dire la verità) è un’indagine dietro l’altra dentro e fuori la famiglia imperiale, con intrighi e complotti sufficienti a tenere desta l’attenzione, mentre poi si concentra di più sulle storie d’amore e sul tanto citato matrimonio con la principessa della tribù Achai, Duoxia (Huang Mengying), che è stato tirato per le lunghe un bel po’, finendo con l’epica battaglia contro lo stato di Liang.

La cosa principale della serie che mi è piaciuta è l’aver approfondito e ripreso tutte le questioni in un primo momento giusto accennate. Ci sono serie che nominano un qualche manufatto da trovare nei primi episodi, poi se ne dimenticano e lo tirano fuori in corner nell’ultimo episodio. Qui no. Qingchen arriva nella capitale per indagare sulla morte del quinto principe insieme a un gruppo di giovani rapite per entrare in un bordello? Ecco che, chiarita la morte del principe, s’indaga sul bordello, arrivando alle sciamane oscure e a un primo scontro con loro. E come mai quelle ragazze sono state rapite? Un’altra indagine porta a scavare nella scomparsa della secondogenita della famiglia Feng, alla moglie defunta del nono principe Yuan Ming (anche lei nominata solo di nome nell’episodio 9) e alla morte dell’imperatrice, il tutto nuovamente ricondotto alle sciamane oscure e al perché, nel nuovo universo in cui si trova Qingchen, le Incantatrici siano messe al bando.

Dei personaggi, Qingchen è una bella protagonista, sveglia e intelligente, artefice della maggior parte dei piani e degli intrighi, e che non ha bisogno di farsi salvare. Viaggia nel tempo con il proposito di non far più innamorare Yuan Ling di sé, ma sembra che, al suo arrivo, non possa fare a meno di stargli intorno: in realtà lo sta facendo solo per aiutarlo a non essere accusato di fratricidio e ucciso, cosa che renderebbe inutile il suo viaggio, e comunque lei stessa si rende conto di doverlo lasciar stare.
Duoxia è una rivale in amore simpatica, non la classica vanitosa che pensa che tutto le sia dovuto; un altro personaggio che mi è piaciuto è il principe Li (Xu Jiawei), che è un po’ birbante e diverso da come uno se lo aspetta al primo impatto. La sua storia d’amore con Mingyan (Ma Chunrui) è molto bella, anche se avrei preferito qualche scenetta in più tra di loro.
Un’altra cosa che ho apprezzato riguarda ben Mingyan. Pensavo che fosse un personaggio secondario, la classica amica della protagonista lì sullo sfondo giusto per far numero e qualche volta la spalla, invece sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla sua promozione a personaggio importante quando l’ho vista iniziare a far coppia con il principe Li (anche se in un primo momento non mi ero accorta che la donna travestita da uomo fosse lei).

I cattivi perdono un po’ di smalto andando avanti nella serie: tralasciando il nono principe (Ryan Zhang), fin da subito piuttosto delirante, l’arco narrativo di Dingshui (Zeng Li), la gran maestra della magia nera, viene trattato bene, e il personaggio è bilanciato fino a quando deve mantenere la finta identità della consorte Lian davanti a tutti; purtroppo, nei momenti in cui può dare sfogo alla sua vera natura si lancia in deliri di onnipotenza francamente un po’ ridicoli e sopra le righe.

Gli effetti speciali e la CG sono fatti bene, anche se si nota che il panorama della capitale è realizzato a computer, e il fiume e gli alberi dai fiori rosa nei Cieli Serpeggianti sono osceni: gli elementi più carini sono i dettagli più piccoli, come le farfalle (bellissime quelle nell’episodio 3 che volano sopra i soldati addormentandoli). I costumi delle donne sono stupendi.

Sul finale potevano osare di più e dare maggiori spiegazioni, ma non mi lamento. Lost Love in Times è stato il mio terzo drama cinese dopo Scarlet Heart e Scarlet Heart 2, di genere storico uno e moderno l’altro, e quindi mi ci sono avvicinata con curiosità, avendo una bella componente fantasy (anche se soft): non ne sono rimasta delusa in quanto la serie si regge egregiamente su pilastri solidi, pur non diventando un capolavoro indiscusso della televisione cinese. È un piacevole passatempo che sono stata felice di guardare.

Voto: 8/10

Sottotitoli italiani usati: al momento non erano disponibili, quindi ho usato quelli in inglese di DramaFever. La traduzione segue un suo metodo costante e coerente, ma le battute sono fuori tempo, e c’è qualche errore di battitura e un po’ di confusione nei nomi, soprattutto tra Xiao Xu-Xianwu. Li ho poi tradotti io in italiano per il TFPA Subbing Team, insieme allo spin-off/sequel Exquisite Drunken Dream.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: