[Recensione] My Mister

Titolo: My Mister (나의 아저씨 / Na-ui ajeossi)
Genere: drammatico
Episodi: 16×80′, trasmessi su tvN dal 21 marzo al 17 maggio 2018
Quando l’ho visto: 3-18 ottobre 2018
Trama: Alla Saman E&C si avvicinano le rielezioni dell’amministratore delegato, e il consiglio è diviso a metà tra sostenitori e oppositori di quello attualmente in carica, Do Joon-young (Kim Young-min). Per avere la maggioranza, Joon-young decide d’incastrare per corruzione un direttore a lui avverso, Park Dong-woon (Jung Hae-kyun), e licenziarlo, ma per uno scambio di nomi viene invece preso di mira il dipendente Park Dong-hoon (Lee Sun-kyun) e il piano si traduce in un nulla di fatto. Venuta a sapere delle manovre dell’amministratore delegato e della relazione di questi con la moglie di Park Dong-hoon, la stagista ventenne Lee Ji-an (IU) si offre di sbarazzarsi sia del direttore Park, sia di Park Dong-hoon, in cambio di denaro per pagare gli strozzini. (da Wikipedia)


Intrigo interaziendale con sentimento

My Mister è una notte lunga e tenebrosa che dispera di vedere l’alba. Terminato il primo episodio, ciò che mi è rimasto più impresso è stato quanto fosse piccolo, buio e sporco il monolocale di Ji-an, una topaia orrenda di 10 metri quadrati. Ho associato l’atmosfera a quella dei film d’essai francesi o russi, magari in bianco e nero, con la gente che non parla quasi mai e ascolta musica deprimente, perennemente… be’, depressa. Pensavo di aver già visto drama tristi, ma My Mister li batte tutti (e vedendolo in autunno-inverno si entra ancora di più nel mood). Non il migliore degli incentivi per guardarlo, dite? Tutt’altro. Perché più si inizia una storia in un tugurio freddo e buio, più è bello vederla concludersi su una strada illuminata, in primavera, sotto gli alberi in fiore. Sì, My Mister ha un – meritatissimo – lieto fine. Niente baci/abbracci/matrimoni/figli, ma il sollievo di poter finalmente vivere a cuor leggero.

Ji-an, molto ben interpretata da IU, ha una vita difficile, con un omicidio alle spalle, una nonna sordomuta e semi-paralizzata, e un debito con gli strozzini molto complicato da pagare. Insomma, pare la classica eroina che affronta le sfighe con il sorriso, ma così non è: Ji-an sembra incapace di sorridere, e anche di proferire parola. Esclusa la sua unica parente e l’amico/complice Ki-beom (Ahn Seung-kyun), non ha rapporti umani, né tantomeno persone care; la sua unica altra conoscenza è Kwang-il (Jang Ki-yong), il suo sociopatico creditore, che principalmente si incazza e la picchia (apro parentesi: nonostante questo, Kwang-il mi è piaciuto molto e mi avrebbe fatto piacere che la strada del miglioramento dei suoi rapporti con Ji-an fosse stata più battuta, ma evidentemente la priorità degli sviluppatori era la relazione della ragazza con Dong-hoon). Nessuno l’ha mai trattata da essere umano decente, perciò se ne sta sulle sue e non si fa scrupoli a rendere pan per focaccia, accettando di far licenziare il suo capoufficio, Park Dong-hoon, per soldi. Ma sarà proprio lui, con la sua gentilezza, ad aprire una breccia nel cuore congelato di Ji-an e a farla uscire alla luce del giorno, come una persona nuova.
Dong-hoon, al contrario di lei, è pieno di amici e affetti, tra due fratelli, la madre e i conoscenti di sempre, che abitano nel suo stesso quartiere sin dall’infanzia, e insieme ai quali affoga tutte le sere i dispiaceri nell’alcol. Infatti anche per lui la vita non è tutta rose e fiori, i rapporti con la moglie avvocato (Lee Ji-ah) sono freddini (lei ha anche l’amante, il capo/rivale di Dong-hoon) e il loro figlio neanche adolescente studia all’estero. Penso che lui veda Ji-an come una specie di opera umanitaria, un’anima persa da salvare, mentre lei rimane conquistata dal suo interesse e se ne innamora, non ricambiata.

Il terreno che permette il contatto e la crescita del legame tra i protagonisti è, come già accennato, l’azienda per la quale entrambi lavorano, Ji-an temporaneamente e Dong-hoon come frustrato capo della squadra numero 3 per la sicurezza edilizia. Devo dire che le dinamiche aziendali mi hanno sorprendentemente e ampiamente coinvolto, e a volte sembra di ritrovarsi catapultati in una storia di spie, tra intercettazioni, blackout e mini-rapimenti. Ji-an e Ki-beom sono un duo criminoso!
Sono rimasta particolarmente commossa da come le registrazioni e le intercettazioni clandestine effettuate da Ji-an nei confronti di Dong-hoon siano pian piano diventate per lei una fonte di conforto e di respiro, tanto da piangere quando ha dovuto staccarsene ed eliminarle dal cellulare perché ormai era stata scoperta e non poteva più continuare. Hanno realizzato quel momento con particolare sensibilità.

Di questo drama ho apprezzato anche la struggente colonna sonora, cui hanno aggiunto la cover di un classico, One Million Roses di Shim Soo-bong, versione coreana datata 1997 del brano lettone di Aija Kukule reso famoso dalla cantante russa Alla Pugacheva.

Ciò che mi porterò dietro, però, è soprattutto il suo messaggio: che ogni rapporto interpersonale è affascinante e prezioso, e che è avendo una vita felice che si ripagano le persone care.

Voto: 8,5/10

Sottotitoli italiani usati: quelli del Cookies’n Candies Fansub con il DramaWorld Fansub. La traduzione è discreta, con qualche errore sia di grammatica (per esempio, la totale assenza della forma atona del pronome personale con funzione di complemento “le”, sostituito da “gli” anche quando bisogna usare il femminile), che di battitura (soprattutto sulle doppie, e anche nei nomi dei personaggi – vedasi Ark Donh Hoon nell’episodio 6), e con delle espressioni scorrette quali “azionario maggioritario” anziché “azionista di maggioranza” (ep. 2). Le cifre sono in euro, scelta che mi lascia perplessa in quanto non ne capisco il senso: forse per dare un’idea allo spettatore di quanti soldi si stia parlando, ma comunque 1) i cambi valutari fluttuano in continuazione, e 2) il cambio euro-won sudcoreano si attesta intorno a 1 a 1300, non certo a 1 a 1000, perciò le cifre risultano più gonfiate di quanto dovrebbero: i 50.000 euro dei quali tanto si parla sono in realtà solo 38.000. I sottotitoli in italiano degli episodi dopo il 7 non erano ancora disponibili, perciò ho usato quelli in inglese, fatti da DramaFever, che si dilungano parecchio, inserendo troppe parole in troppo poco spazio.

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