[Recensione] Love in the Moonlight

Titolo: Love in the Moonlight (구르미 그린 달빛 / Gureumi geurin dalbit)
Genere: storico, romantico
Episodi: 18×60′, trasmessi su KBS2 dal 22 agosto al 18 ottobre 2016
Quando l’ho visto: 26 ottobre-10 novembre 2016
Trama: Hong Ra-on (Kim Yoo-jung) è stata cresciuta come un maschio dalla madre, scomparsa quando la ragazza aveva dieci anni; da allora, Ra-on, con il nome Sam-nom, ha vissuto continuando a nascondere il suo sesso. Nell’aiutare un amico, un giorno incontra il principe ereditario Lee Yeong (Park Bo-gum) e, ignorandone l’identità, lo intrappola in una buca scavata nel terreno. A causa di alcuni debiti, Ra-on viene poco dopo venduta al palazzo reale come eunuco, ma, nonostante i suoi tentativi di andarsene, Yeong, desideroso di vendetta, glielo impedisce. Ra-on inizia quindi a servirlo come eunuco personale, e i due si innamorano. Nel frattempo, la regina Kim (Han Soo-yeon) e suo padre, il primo ministro Kim Heon (Cheon Ho-jin), cercano di screditare la figura del re e del principe, mentre un gruppo di ribelli cerca la figlia del proprio capo scomparso. (da Wikipedia)


Cominciare bene per finire con la carie ai denti

Drama tra il carino e il bello, si lascia guardare, ma certamente non è indimenticabile.
Fino all’episodio 5 mi ha appassionato. La questione di Sam-nom che sveste i panni da eunuco per sostituire la ballerina assente al termine dell’episodio 4 non poteva non piacermi, giacché somiglia moltissimo alla mia fiaba preferita, Dognipelo dei Grimm. Qui la principessa lavora nelle cucine del regno vicino nascosta sotto un mantello di pellicce, ma, quando il re organizza un ballo, indossa delle splendide vesti e si presenta a ballare con lui. Al termine delle danze, la giovane scappa e torna a nascondersi in cucina, mentre il re, innamoratosi di lei, si domanda chi sia e la cerca in lungo e in largo. Un parallelo quasi perfetto.
Giunta all’episodio 11, è continuato a piacermi, ma ho trovato che avesse perso un po’ in freschezza. All’inizio c’erano più situazioni divertenti e ridevo di più, mentre poi si è andati più sul serioso. Inoltre, da quando Yeong apprende del sesso di Ra-on e diventano “ufficialmente” una coppia, si perde un po’ tutto il mistero e il brivido derivante dal tenere nascosta l’identità di lei. Vengono inseriti degli intrallazzi amorosi con i second lead, oppure i nostri soli soletti che si fanno gli occhi dolci. Mi sono mancati gli eunuchi che prendevano il principe per il culo perché credevano che gli piacessero gli uomini. Insomma, è mai possibile che nessuno abbia notato come stessero sempre appiccicati, e ben più di prima? Così sono stata davvero felice che Yeong e Ra-on si fossero finalmente divisi intorno all’episodio 13. Tutto lo zucchero del loro rapporto mi stava dando la carie. Però, appena nella 18 ho visto che Yoon-sung (Jung Jin-young) moriva, ho capito subito che non avrei avuto il finale che desideravo, con Yeong che perdeva la vita come accaduto storicamente. Il drama si prestava troppo al lieto fine. Sigh.

L’unica giustificazione che riesco a trovare per l’enorme successo che ha avuto è Park Bo-gum. Mi è venuto da paragonarlo a Ian Somerhalder in The Vampire Diaries. Hanno una struttura del viso simile e soprattutto lineamenti molto mobili che danno vita a tutta una serie di faccine indimenticabili. Inoltre la qualità della regia e della OST (nonché degli spettacolari combattimenti) sono eccellenti.

In quanto a sceneggiatura è piuttosto debole. I cattivi fanno pena (al primo ministro ho preferito di gran lunga la regina che dà di matto) e Ha-yeon (Chae Soo-bin) è una second lead femminile poco minacciosa e poco presente. La principessa mi è piaciuta molto, ma Ra-on è un personaggio a dir poco tremendo (nonostante la bravura di Kim Yoo-jung). Non ha carattere, nulla cioè di degno di nota: una tipica amabilità da protagonista femminile verginella e poi… basta, è solo grandi occhioni lacrimosi da cerbiatto con la congiuntivite, che fissano Yeong tipo coniglio spaurito ogni volta che lui dice qualcosa di vagamente romantico/possessivo o fa una delle sue comparsate a effetto sottolineate da etereo fruscio, e sussulta appena lui si avvicina di mezzo passo. Praticamente è una tabula rasa, una pagina bianca fatta apposta perché le telespettatrici ci si sovrappongano e sognino di avere una love story con Park Bo-gum nel bel castello. Dov’è la nostra donna forte che si è indurita dovendo vivere fuori da palazzo nei panni di un uomo per dieci anni della sua vita?
Un’altra cosa che non mi è piaciuta è come hanno gestito la tematica omosessuale. Credevo che, baciando Ra-on dopo il discorsetto sul provare “l’amore cattivo” per un altro uomo, il principe avesse abbracciato il suo lato gay, poi avrebbe scoperto che lei era una donna e ne sarebbe stato senza alcun dubbio felice perché evviva, sono un normale protagonista etero. Invece no! Si è fatto avanti solo dopo averla vista cambiarsi. Profonda delusione.

La OTP non va più in là del carino. Sono tanto dolci e coccolosi, ma per renderla veramente credibile e indimenticabile c’era bisogno di un certo tipo di tensione che non puoi richiedere a un’attrice minorenne. Sembra di assistere a una rappresentazione con attori in carne ed ossa di quella sciocchissima credenza che fa “ti guarda e resti incinta!”… Non avrei cambiato il cast, ma posticipato la serie al 2020.

Voto: 7/10

Sottotitoli italiani usati: quelli del J Otaku Fans Subbers. Non particolarmente curati. Spesso la stessa persona si rivolge al re alternativamente come “tu”, “lei” e “voi” nel corso dello stesso discorso. Il nome del principe, essendo stato probabilmente scritto “Young” nei sottotitoli in inglese, a volte viene tradotto e pertanto i personaggi lo chiamano “Giovane”. A frasi corrette se ne alternano altre con sintassi sbagliata, che suonano male o di poco senso, quali: “Hai sofferto per essere in un amore che non è consentito” (ep. 1), “E se disponete il vostro cuore con la volontà di apprendere, non importa quale difficoltà può ostacolarle la strada” (ep. 8), “Non devi essere questo scortese con lui” (ep. 6), “Se non è vero, ci sarà una furia per te da affrontare” (ep. 10).

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